- On 23 Maggio 2025
- In Genazzano
- Tags: Luoghi da Visitare
Genazzano e il Santuario della Madonna del Buon Consiglio
A meno di un’ora da Roma, incastonato tra le colline laziali e sospeso nel tempo su uno sperone di tufo vulcanico, sorge il borgo di Genazzano: un piccolo scrigno di storia e fede dove ogni pietra racconta una storia, e ogni vicolo conduce a un’anima antica. Ma è il Santuario della Madonna del Buon Consiglio il cuore spirituale che da secoli pulsa in questo borgo, attirando pellegrini, viandanti e curiosi da ogni angolo del mondo.
Il miracolo che cambiò Genazzano per sempre
Era il 25 aprile 1467, giorno di San Marco. Il cielo si aprì su Genazzano e qualcosa di straordinario accadde: un’immagine della Madonna con il Bambino apparve miracolosamente sulla parete di una chiesa ancora in costruzione.
La tradizione narra che giunse dal lontano santuario di Scutari, in Albania, portata da angeli per sfuggire alla furia dell’invasione turca.
Da quel momento, nulla fu più come prima. Ma raccontiamo per bene questa bella storia…

Affresco nel Santuario che rappresenta l’arrivo della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano – Prospero Piatti 1883
La costruzione del Santuario della Madonna del Buon Consiglio: tra fede, coraggio e miracolo
Una donna sola e un sogno impossibile
C’erano una volta a Genazzano, nel cuore del Quattrocento, muri antichi e fatiscenti che non riuscivano più a sostenere le preghiere dei fedeli.
La vecchia chiesa dedicata a Santa Maria del Buon Consiglio cadeva a pezzi, e nessuno sembrava intenzionato a occuparsene. Nessuno, tranne una donna. Si chiamava Petruccia, era vedova, anziana e senza figli, ma possedeva una ricchezza rara: una fede incrollabile.
Petruccia non era una donna come le altre. Terziaria agostiniana, viveva nella povertà, ma nutriva un sogno grande quanto le sue preghiere: ricostruire la chiesa per restituirla alla Madonna. Mentre altri ridevano, lei progettava, risparmiava, pregava. Vendeva ciò che aveva, chiedeva l’elemosina, organizzava il cantiere con la forza di chi si sente accompagnato da Qualcuno più grande.
Ma i suoi sforzi non bastarono. I fondi finirono, i lavori si fermarono. E la pia donna, già considerata un po’ folle, divenne bersaglio di scherni. “Non finirai mai quella chiesa!”, le dicevano. Ma Petruccia, con gli occhi accesi di fede, rispondeva sempre: “La Madonna e Sant’Agostino la completeranno prima che io muoia.”

Immagine della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano
Il miracolo della “Venuta”: 25 aprile 1467
Fu allora che accadde. Era il 25 aprile 1467, festa di San Marco. Il sole stava calando su Genazzano, e i vespri stavano per cominciare. Improvvisamente, nel silenzio sospeso del cantiere incompleto, qualcosa di incredibile si manifestò. Sulla parete ancora grezza dell’abside incompiuto, apparve un’immagine della Madonna con il Bambino, luminosa, viva, intensa. Nessuno l’aveva portata lì. Nessuno l’aveva dipinta. Era semplicemente… arrivata.
La voce corse veloce. I primi a vedere l’immagine rimasero senza parole. Molti si inginocchiarono in lacrime. La notizia scosse il borgo e poi l’intera Italia: si diceva che l’immagine fosse giunta miracolosamente da Scutari, in Albania, per sfuggire all’invasione turca, portata dagli angeli attraverso il mare fino a trovare rifugio proprio lì, sulla parete di quella chiesa incompleta che Petruccia aveva osato sognare.
In pochi giorni, Genazzano si trasformò: da borgo di provincia a cuore palpitante della cristianità.
Le donazioni, i miracoli, la rinascita
Nel giro di pochi mesi, accadde qualcosa di altrettanto prodigioso: la gente accorse da ogni angolo d’Italia. Pellegrini, nobili, contadini, mercanti… tutti volevano vedere l’immagine. Tutti lasciavano qualcosa: monete d’oro, gioielli, offerte in natura. Era come se ogni fedele si sentisse chiamato a contribuire. Non c’erano più dubbi: il progetto di Petruccia era ora nelle mani della Provvidenza.
Tra il 27 aprile e il 14 agosto 1467, furono registrati ben 161 miracoli, documentati e osservati anche da due vescovi inviati da Papa Paolo II. Guarigioni inspiegabili, conversioni improvvise, lacrime di consolazione. Due pellegrini albanesi giunti a Genazzano riconobbero nell’immagine la stessa venerata nella loro patria: il miracolo della “Venuta” era confermato.
Con le offerte dei pellegrini, i lavori ripresero immediatamente. Non solo la chiesa fu completata, ma fu costruito anche un convento annesso per accogliere i frati agostiniani e i visitatori in cerca di guida spirituale. La chiesa, poi elevata a basilica minore, divenne un simbolo vivente di cosa può fare la fede, anche quella di una sola persona.
Petruccia e il compimento della promessa
Petruccia visse abbastanza da vedere tutto con i suoi occhi. Vide i muri rialzarsi, il tetto completarsi, la cappella della Madonna illuminarsi da mille candele. Ma soprattutto, vide la sua fede accendersi nel cuore di migliaia di persone. Non c’era più derisione attorno a lei, ma gratitudine, commozione, stupore.
Oggi la sua memoria è custodita nel cuore stesso del santuario. Non è mai stata canonizzata, ma il popolo di Genazzano la venera da sempre come beata. Perché la sua opera fu un ponte tra cielo e terra, costruito con le pietre della perseveranza e il cemento della speranza.
Un luogo che consola, una madre che guida
Chi arriva a Genazzano, pellegrino in cerca di pace, spesso riparte con qualcosa in più: una rinnovata fiducia, una luce nel cuore, una domanda che ha trovato risposta. La Madonna del Buon Consiglio, con il suo sguardo dolce e rassicurante, continua a parlare silenziosamente a chi ha il coraggio di ascoltare.
E così, mentre il Santuario celebra ogni 25 aprile la “Venuta” miracolosa, il borgo intero si anima di preghiere, musiche, colori e gratitudine. È in giorni come questi che Genazzano si mostra per quello che è davvero: non solo un gioiello storico, ma un’esperienza che trasforma, un invito a fermarsi, a lasciarsi consigliare dal cuore.
L’abbraccio del Santuario e la visita di Papa Leone XIV
Nel corso dei secoli, moltissimi Santi e Papi hanno attraversato quelle navate, lasciando un’impronta nella pietra e nei cuori. Da Giovanni Paolo II a Madre Teresa, da Pio IX a Leone XIII, legato al santuario fin dall’infanzia.
Ma è stata la recente visita di Papa Leone XIV, nel maggio del 2025, a ridestare un’attenzione planetaria per questo luogo di grazia. Accolto da migliaia di fedeli, il Pontefice si è raccolto in preghiera di fronte all’immagine miracolosa, definendo il Santuario “un faro di consiglio materno per la Chiesa smarrita nel rumore del mondo moderno”.
Nel suo discorso, il Papa ha sottolineato come, oggi più che mai, l’umanità abbia bisogno di un consiglio che nasca dal silenzio, dalla contemplazione, dalla semplicità del cuore. Un messaggio potente, che ha attraversato le navate e raggiunto ogni angolo del borgo. Qui il Video.
Un borgo che parla al cuore

Genazzano
Genazzano non è solo un luogo di culto: è una pagina di storia a cielo aperto. Passeggiando tra le sue stradine lastricate, ci si imbatte nel Castello Colonna – antico presidio strategico trasformato in museo – e in perle architettoniche come la Chiesa della Santa Croce, Porta Romana e il suggestivo Ninfeo di Bramante, immerso nella campagna.
Ma è nelle tradizioni popolari che il paese dà il meglio di sé. A luglio, l’Infiorata trasforma le strade in tappeti di fiori profumati, mentre a maggio il Palio di Brancaleone rievoca la Disfida di Barletta con sfilate storiche e gare tra cavalieri. E a tavola? Gli gnocchi artigianali e le “barachie” al profumo di prugna raccontano un’altra forma di devozione: quella per la buona cucina e l’identità contadina.
Tradizioni ed Eventi
Oltre al profondo significato spirituale che richiama fedeli e pellegrini al Santuario, Genazzano vive e si anima attraverso un ricco tessuto di tradizioni e una cultura locale vibrante che affonda le sue radici nella storia e nella comunità.
Ogni anno, l’identità del borgo viene celebrata con eventi che ne rievocano il passato, come il Palio di Brancaleone che, tra la fine di maggio e giugno, riporta in vita la storica Disfida di Barletta del 1503, onorando il cavaliere genazzanese Giovanni Brancaleone con rievocazioni, sfilate in costume rinascimentale, esibizioni di sbandieratori e certami cavallereschi.
Un’altra manifestazione di grande rilievo e di antica origine, tra le più longeve del Lazio, è l’Infiorata, che si tiene la prima domenica di luglio e coinvolge gran parte della popolazione nella raccolta dei fiori e nella creazione di tappeti floreali che hanno persino guadagnato un riconoscimento nel Guinness World Records per le loro dimensioni nel 2012.
Naturalmente, la spiritualità legata al Santuario culmina nei festeggiamenti per la Madre del Buon Consiglio l’8 settembre, una festa che anima il paese per un’intera settimana con momenti religiosi, fiera, concerti serali e intrattenimento.
Il fascino medievale del borgo non è passato inosservato agli occhi di registi e scenografi, che hanno scelto Genazzano come set per diverse produzioni televisive e cinematografiche, tra cui alcune scene della serie TV “I liceali” e i film “Il presidente del Borgorosso Football Club” con Alberto Sordi e “La baronessa di Carini”, girato all’interno del Castello Colonna.
Infine, l’esperienza di Genazzano non sarebbe completa senza un assaggio della sua cucina tradizionale, che propone sapori autentici e legati al territorio. Protagonisti indiscussi sono gli gnocchi fatti a mano, preparati in diverse varianti come quelli “a coa de sorica” solitamente conditi con ragù, “a sassetto” con sugo e zucchine, o “di tiritello” fatti con farina integrale. Le ciambelline al vino e le “barachie”, dolci ripieni di marmellata di prugne, rappresentano la pasticceria locale.
Come arrivare a Genazzano
Ecco una guida pratica e aggiornata su come arrivare a Genazzano, ideale per chi vuole visitare il Santuario della Madonna del Buon Consiglio o scoprire il borgo e i suoi tesori:
🚗 In auto
- Da Roma (circa 45 km – 1 ora):
- Prendi l’autostrada A1 Roma-Napoli e esci a Valmontone.
- Prosegui seguendo le indicazioni per Genazzano lungo la SP155.
- In alternativa, puoi uscire a San Cesareo e seguire la SS155 da Zagarolo verso Palestrina e poi Genazzano.
- Da Napoli:
- Percorri l’A1 verso nord fino all’uscita Anagni-Fiuggi, poi segui per Paliano e Genazzano.
🅿️ Parcheggi: all’ingresso del paese trovi ampie aree di sosta, alcune gratuite e altre a pagamento nei giorni di festa o durante eventi.
🚆 In treno
- Linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli (Trenitalia):
- Scendi alla stazione di Valmontone (a circa 10 km da Genazzano).
- Da lì puoi proseguire con autobus Cotral, taxi o navetta (attiva in occasione di eventi religiosi o durante le Infiorate).
⏱ Frequenza: treni regionali ogni 30-60 minuti da Roma Termini. Durata del viaggio: circa 40 minuti.
🚌 In autobus
- Linea Cotral:
- Da Roma Anagnina (capolinea Metro A) partono autobus diretti a Genazzano (via Palestrina).
- Verifica sempre gli orari aggiornati sul sito Cotral (cotralspa.it).
✈️ Dall’aeroporto
- Da Fiumicino (FCO) o Ciampino (CIA):
- Raggiungi Roma Termini o Anagnina con treno o navetta.
- Prosegui come indicato con treno o autobus.
📍Consigli utili
- Se visiti Genazzano per il 25 aprile (festa della Venuta dell’immagine) o per l’Infiorata a luglio, parti in anticipo: l’afflusso di pellegrini è importante e la viabilità può subire variazioni.
- Per un’esperienza più comoda, valuta di pernottare nei B&B locali.
Vivi Genazzano con calma e cuore: soggiorna al B&B Casa del Girasole
Che tu venga a Genazzano per una preghiera silenziosa davanti all’immagine miracolosa della Madonna del Buon Consiglio, per ammirare i tappeti floreali dell’Infiorata o per perderti tra le viuzze cariche di storia del borgo, regalati il tempo giusto per respirarne l’atmosfera autentica.
Il B&B Casa del Girasole ti accoglie a pochi passi dal Santuario con il calore di un’ospitalità familiare, camere confortevoli, colazioni genuine e tutto il relax che solo una casa immersa nel verde può offrire.
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Perché ogni pellegrinaggio, ogni scoperta, ogni emozione… ha bisogno di un posto dove tornare.
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Le immagini di questo articolo sono tratte da Wikipedia e dal sito della Pro Loco di Genazzano
